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lunedì, 05 novembre 2007

Dormi piccola fata del Crepuscolo
Ofelia Immortale
che sola,hai avuto il coraggio di spiegare le tua ali verso le spirali dell’eternita.
Chiudi gli occhi dolce farfallina,
perdi te stessa in sogni di magico incanto,
dormi cullata dall’abbraccio delle Tenebre infinite,
che come soffici lacrime di giada,
accarezzano il tuo pallido viso,sussurrandoti misteri proibiti.
Per sempre farfallina,mia piccola Orchidea,
Ora sarai per sempre immortale,
come Ofelia,che cedendo al bacio fatale delle coltri spumeggianti,
anche tu ora,sei immolata nella tua prigione di fine cristallo.
Mai piu lacrime di purpureo dolore,
ma piu schegge di effimera follia,
mai piu brame di divino amore
solo malinconico oblio,
che proteggera il tuo cuore di delicata porcellana.
Quel cuore che non ho avuto il coraggio di custodire,
quel cuore che mi ha crudelmente strappato il mio misero animo,
fatto di cocci deformi e da brandelli di carne scarlatta.
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giovedì, 18 ottobre 2007
Percepisco ancora il sapore della frusta,che lacera la mia pelle di fine alabastro,che fa scempio del mio corpo e lo riduce in brandelli di carne e sangue.
Segni rossastri.Morsi violacei spiccano sulla mia schiena,che come cicatrici incandescenti marchiano il mio corpo di delicata porcellana,ed imprimono nelle mie ossa i ricordi sfocati di una notte di dolore e di passioni proibite.
Le tue parole non riescono piu a consolarmi
.Le tue meschine bugie risuonano false ed ipocrite persino alle tue orecchie.
Non ci sono piu lacrime da versare.
Ne urla silenzise da gemere,celata dalle ombre di un vespro senza nome.
Le tue carezze non sono piu suffficienti.
Nei i tuoi baci appassionati o i tuoi rari sorrisi,che prima riuscivano ad illuminare il mio piccolo mondo fatto di tenebra e di sofferenza.
Niente giustifica ciò che mi hai fatto.
Tu mio crudele aguzzino,mio angelo demoniaco,mio amore perduto.
Non posso piu sopportare i tuoi capricci,i tuoi desideri perversi.
Non voglio sentirmi dire”ti amo”ed intanto vedere il mio sangue scarlatto inzuppare le lenzuola,e percepire l’odore nauseante della mia stessa carne bruciata,che mi soffoca le narici.
O raggiungere l’estasti della passione ed udire le tue risate metalliche,che stridono divertite mentre torturi il mio corpo impotente.
Biancaneve dimenticata,principessa massacrata.
Bambola deforme,riversa in una pozza di chiodi di dolore.
Solo tu,mio angelo tenebroso ti interessi a me e ti preoccupi di risvegliare il mio corpo di gelida pietra.
Mi desto alla luce del crepuscolo
.Esco dalla mia bara di cristallo,e mi libero dei fiori secchi ed appassiti che mi ornano il corpo,in una parodia di una veste marcia ed imputridita.
Foglie grinzose,germogli avvizziti,piccoli insetti varieformi mi cingono il capo,e si intrecciano nelle ciocche della mia chioma ramata.
E allora divengo tua.
Schiava delle tue carezze,dei tuoi baci di velluto,delle tue labbra rosate che hanno il dolce sapore di un nettare proibito,che avvelena dolcemente il mio animo martoriato.
Schiava dell’odore della tua pelle di candido avorio,cosi deliziosamente soffice,e dei tuoi occhi di nero inchiostro,cosi magnetici,cosi profondi,che come porte spalancate suoi fuochi dell’inferno ardono minacciosi e mi assogettano al tuo volere.
Ancora.Ed Ancora.
Notte dopo notte.Crepuscolo dopo crepuscolo.
Sono tua.E non mi importa se mi chiami puttana.
Non mi importa se sfregi la mia pelle e mi tratti come un giocattolo.Come un cucciolo da ammaestrare.
Ancora.Ed ancora.
Urlo di dolore,e piango disperata.
Ti imploro di fermarti anche se l’unica cosa che veramente desidero è sentire le tue mani che mi accarezzano e che mi fanno tua.
Il mio controllo si sbriciola in tanti piccoli frammnti,ed io bramo solo altro piacere.
Bramo solo sprofondare di nuovo in quel limbo di volutta che mi culla dolcemente con promesse segrete.
Desidero spasmodicamente un briciolo d’amore.
Ancora.Ed ancora.
Sono schiava della mia stessa passione.Assogettata al volere del mio dolore.
Ucciderei se solo tu mi amassi,sarei disposta anche a morire per te.
Perche non riesco a dirti di no.
Non posso rifiutarmi quando la magia del vespro impregna l’aria,e quando l’odore della tua pelle è cosi disperatamente irresistibile.
Ti odio.Ti odio per quello che mi fai.
Ti odio con tutto il mio cuore.
Con la tenacia e il rancore di una bambina seviziata,alla quale hanno strappato brutalmente un infanzia ormai per sempre perduta.
Provo a ribellarmi.Oppongo resistenza.
Ma è tutto inutile.Mi disciolgo dinanzi al tuo sguardo ammagliatore,e ancora una volta mi apro per te.
Non riesco a resisteri.
Ti odio.Ti odio per le tue bugie.Ti odio per il controllo che eserciti su di me.
Eppure ti amo.Ti amo furiosamente sognando solo una tua parola affettuosa.
Biancaneve chiamata,principessa massacrata,bambola dimenticata.
Ora pero tu non ci sei.
Caldi raggi di un meriggio di mezz’estate illuminano il mio viso.
Melodiosi canti di passeri solitari,aleggiano dappertutto.
Ovunque vi è gioia ed armonia.
Solo io la diversa,la bambola deforme,stono al confronto della natura.
Non oso piu specchiarmi.
Non oso osservare i lividi violacei,o le eburnee cicatrici che solcano il mio volto.
Ne tantomeno le onnipresti lacrime che mi invadono gli occhi,e scivolano silenziose sulle mie gote diafane.
Ora pero sarò libera.
Bianchi petali di rosa si dischiudono tra le mie mani gelate.
Una fragile rosa dai petali di porcellana;soffici e morbidi che si confondono con il candore perlaceo della mia stessa pelle.
Piccolo e fragile fiorellino,vuoi abbracciarmi e coccolarmi con le mieli illusioni di una bocciolo appena nato?
Neanche tu riesci a volermi bene?
Anche tu minuscola ed inerme creatura mi ferisci con i tuoi pungiglioni invisibili.
E mentre mi incanti con la tua rifulgente bellezza,spine accuminate penetrano nella mia carne,e le tue labbra vellutate suggono il mio sangue,fino a che i tuoi petali prima dipinti di candida purezza,ora sono macchiati da una goccia di nettare vermiglio.
Non se piu pura ed innocente.Ora sei come me.
Marchiata da un peccato mai commesso.
Segnata da gemiti di dolore,che solcano il tuo corpo in deformi ed orripilanti figure.
E intanto mentre tu rimani fredda ed impassibile,io respiro il tuo magnifico profumo.
Profumo di liberta e di gioiosa allegria.Profumo di risate infantili e di sorrisi beati.
Anch’io sarò libera.Mai piu schiava delle passioni di una notte proibita.
Ma piu incatenata a legacci invisibili,che soffocano il mio cuore martoriato in brandelli di dolore.
Ma piu principessa dimenticata,abbandonata nel macabro paese delle favole,in attesa di un principe azzurro che non verra mai a salvarla.
Perche la bella addormentata non si è mai destata dalla sua bara di cristallo.
Perche Cenerentola non ha mai incontrato il principe azzurro,e biancaneve è morta avvelanata dalla sua crudele matrigna.
Nessuna fatina verra ad aiutarmii.
Nessun magico genio della lampada,nessun incantesimo spezzato.
Cappuccetto rosso è stata sbranata dal lupo cattivo,e la piccola sirenetta si è suicidata,pur di non condividere la perpetua solitudine delle spumeggianti onde del mare.
Non esiste il lieto fine.Per me non ci sara nessun”e vissero per sempre felici e contenti”.
Nessun abito da sposa,nessun bianco cavallo.
Nessun castello dorato costruito sul colle dei desideri,e nessuna famiglia dolce e generosa che sana le mie cicatrici con la forza dell’amore.
Solo un salto.Un salto verso l’ignoto.
Un salto per liberarmi per sempre.
Questo o l’eterna prigionia.
Prima tu dolce rosa.Prima tu mio delicato fiorellino.
Spiega le tue ali invisibili,e librati in questo cielo di meraviglie,fatto di cartapesta e di mieloso zucchero filato.
Ti vedo volteggiare sospesa dalle brezze di un tiepido giorno primaverile.
Cadi a terra,intatta,ancora pura nella tua innocente bellezza.
Faccio un passo.
Mezzogiorno.Il rintocco del vecchio pendolo.
Il latrato dei cani,l’odore di violette e gelsomini,mischiato al profumo di mele cotte e di dolcetti appena sfornati.
Mezzogiorno.
Un altro passo e dispiego le ali.
Mezzogiorno.
Parole stregate da : juditte delle 19:42
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martedì, 18 settembre 2007
Sono in gininocchio,sola e abbandonata,come un vecchio giocattolo rotto,troppo orrido per compiacere i bimbi capricciosi,troppo macabro per suscitare una qualche compassione.
Mi hai tradito.
Mi hai abbandonato,nonostante ti implorassi direstare,nonostante urlassi agonizzante il mio amore per te.
Ora giaccio in una pozza di sangue.
In una pozza del mio stesso sangue,che fluisce copioso dal mio animo spezzato.
Mi strappo i capelli,lacero la mia pelle fino a ridurla in brandelli di carne viva,carne rossa e sanguinante.
Lacrime di ferro marchiano il mio triste volto di fragile porcellana.
Lacrime violastre,di inchiostro vermiglio,scorrono implacabili,lacerano in sottili frammenti il mio cuore distrutto.
Percepisco i morsi famelici dei miei crudeli aguzzini.
Piccole creature.
Malvagie creature che straziano le mie teneri carni,succhiano il mio sangue,fino a lasciare solo un guscio vuoto e secco.
Grido disperata il tuo nome,supplicando il tuo amore,implorandoti di condurmi via da questi sogni di purpurea follia.
Eppure tu non ti voltasti.
Non udisti le mie urla disperate.Non vedesti la mia atroce agonia.
Sei sparito,fuggito in una fitta coltre di nebbia,lasciandomi solo il ricordo dei tuoi splendidi occhi argentati,e delle tue labbra di velluto premute sui miei pallidi seni.
Ricordo quando mi sussurravi parole di avvalenata tenerezza,che come un succo proibito mi inebriavano con il loro effimero piacere.
Mi addormentavo al suono melodioso dei tuoi baci dorati e delle tue soffice carezze.
Mi vestivi con coltri di spuma argentata,e mi chiamavi"Principessa","Piccola Orchidea".
Ero ebbra di volutta,illusa dalle tue fugaci promesse d'amore,che gocciolavano come miele colato nel mio animo di porcellana.
Eppure ora mi ritrovo sola,riversa in un incubo di perlaceo dolore.
Come una piccola falena incandescente,che nel tepore del crepuscolo brucia preda di una fragile bellezza,anch'io sono avvizzita lentamente,divorata da insetti che godono della mia putrefazione.
Vorrei non essere piu una bambola.
Vorrei non essere piu un'inerte e storpia creatura,regina del crepuscolo e delle ombre di un vespro senza nome.
Vorrei avere la forza di alzarmi,di distruggere per sempre le sbarre argentate della mia prigione,e avere il coraggio di fuggire,di dimenticare il mio dolore,costruendo ali di pietra per volare nel mio cielo di cristallo,
fatto di arcobaleni di cioccolato,e popolato da angeli deformi.
Eppure non posso.
Come le teste di bambole che ho impalato sui muri,come i chiodi conficcati negli occhi di quel mio amico pagliaccio,come le bende che celano le orecchie delle mie ballerine di buiscuits.
Come puo un clown triste,e deforme far ridere i bambini?
Come possono ballerine sorde,danzare al suono di una melodia inesistente?
Come possono teste di bambola,sorseggiare il the da cocci di porcellana?
Che macabro orrore,costituirebbero i miei giocattoli.
I miei storpi e beffardi amichetti,che popolano il mio folle paese delle meraviglie.
Eppure io sono come loro.Non posso ribellarmi al mio destino.
Il destino.Un crudele burattinaio che con lacci invisibili,mi ha reso sua schiava.
Con un filo rosso e uno nero,ha legato le corde del mio marcio cuore,in un unico nodo indelebile ed indissolubile.
Crudele e malvagio,cosi si chiama il perfido giullare.
Si diverte ad operare il suo gioco agghiacciante,facendosi beffa del mio dolore.Mi costringe a danzare,muovendo i fili della sua marionetta,in un decadente palcoscenico,popolato da cadaveri putrescenti e da corvi famelici,che aspettano impazienti il loro prossimo banchetto.
Ballo al suono di ossa spezzate,e di scheletri in decomposizione,fin'a che la musica assordante non fa sanguinare le mie orecchie,e il colore della morte si imprime nei miei occhi cobalto.
Solo allora sprofondo nel fiume di dolore,con unica compagnia le risate beffarde del mio triste persecutore.
Sprofondo coperta dal manto vischioso delle Tenebre!
Sogno di farfalle colorate,e di angeli senza un ala.
Sogno di esseri storpi e deformi,mostruosi come me,che hanno ancora pero il coraggio di amare.
E desidero costruire ali di cartapesta,unite con le fibre del mio cuore e della mia pelle.
Ali che mi permetteranno di volare,cosi che ti troverò,mio crudele amore,e ti costringerò ad amarmi.
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sabato, 08 settembre 2007
Vorrei non essere piu sola.
Vorrei non dover piu sopportare questa atroce sofferenza.
Un'avvizzita rosa cobalto mi tiene compagnia nel silenzio della mia prigione.
I suoi petali sono morbidi come seta,cosi soffici e friabili,cosi facili da spezzare e da lacerare in tanti piccoli frammenti.
Ma non ti preoccupare mia piccola rosa.Non ti faro del male.
Ti proteggero con il calore del mio corpo,e ascoltero i tuoi sussurri decadenti.
Perche anche un fiore secco e marcio,ormai privo del suo antico splendore,che giacie sulle lapidi desolate di un dimenticato cimitero,ha una storia da raccontare.
Una storia di un angelo deforme e di una bambola di porcellana.
Di una bambola che gemeva disperata la perdita di una vita mai vissuta.
Le sua labbra di rosso velluto erano intrinse di sangue scarlatto,e gli occhi piangevano nere lacrime d'inchiostro.
Tra i capelli di bianca seta,erano intrecciati spilli accuminati,che le ornavano il capo,come macabre imitazioni di fermagli e pendenti.
Il suo vestito era sudicio e logoro,troppo leggero per proteggere la sua pelle di fragile porcellana,mentre i suoi nudi piedini giocavano con le foglie secche ed ingiallite di un cupo mausoleo.
Satine.La piccola Satine che mai nessuno amava,mai nessuno l'aveva stretta tra le braccia,cullandola con dolci parole d'amore.
Nessuno provava compassione per la minuta bambola deforme,
nessuno,tranne lo storpio angelo spezzato che giaceva riverso in una grigia tomba senza nome.
Satine che ora stringeva tra le mani,un mazzo di pallide peonie,putride e decomposte,oramai divorate dai morsi di famelici ed implacabili insetti.
"Su Tenera farfallina,non piangere per favore"le sussurro l'angelo dalle ali spezzate.
"Si piccola,addormentati accanto a me.Si,dolce bambolina,vieni con me e ti prometto che non soffrirai mai piu.
Ti prometto che staremo insieme per sempre,fino a che i nostri corpi non saranno altro che putrida carne e le nostre ossa saranno ridotte a brandelli di polvere.
Fino ad allora,finche il mio cuore marcio e decadente continuera a pulsare,finche avro la voce per gridare ed occhi per piangere,io ti amero, mia storpia principessa."
Cosi,nel tepore del crepuscolo,celati dalle ombre tenebrose,il triste angelo e la bambola di pietra si bisbigliavano sussurri di tenero amore.
Erano esseri sfregiati.Creature della notte ammantate da un alone di macabro dolore.
Eppure i mostri non si possono amare fra loro?
Non possono consolarsi ed abbracciarsi,mentre vengono divorati da un fuoco di perpetua sofferenza?
Non possono provare compassione per i loro deformi compari?
La riempiva di baci e di calde carezze,mentre la piccola Satine nell'orrore della morte sperimentava l'estasi della vita.
Mmmm,che importanza aveva se i loro corpi erano macchiati da scuro sangue vermiglio.
Che importanza aveva se mosche e scarafaggi iniziavano a divorarli.Era forse reale.
O era solo un sogno di purperea illusione?Un effimero incanto di magica follia.
Non aveva importanza.
Lei era finalmente libera.
Libera dalle catene che l'avevano imprigionata.
Libera dai chiodi che le trafiggevano il cuore.
Libera dai bambini crudeli che si divertivano a torturarla,che godevano nel strapparle la pelle con delle tenaglie accuminate,che le laceravano gli occhi con spilloni incandescenti,e che bevevano il suo sangue da bicchieri di fine cristallo,in quel loro macabro banchetto.
Libera dalle nere bende che le impedivano di parlare.
Libera dal desiderio di costruirsi ali di seta,per raggiungere un paradiso che non aveva mai voluto accoglierla.
Libera di gridare,di piangere non piu lacrime invisibili,e di udire finalmente il suono della sua risata.
Ora poteva osservare il suo riflesso,e frantumare la sua giocosa espressione dipinta sul suo volto di eterna porcellana.
Il suo amore le tese la mano,offrendole un sorriso deforme.
E ora lacrime di miele caddero come fiocchi di neve sui petali di una rosa cobalto.
La stessa rosa che racconta la sua storia.
La stessa rosa colta per una bambola spezzata,la stessa rosa che ha il coraggio di urlare il mondo l'amore proibito di una bambola di stoffa e di un angelo spezzato.
"Vieni dolce farfallina addormentati accanto a me.Dormi.Per sempre"
Parole stregate da : juditte delle 17:27
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martedì, 04 settembre 2007

La mia candida vestaglia di taffetta bianca era interrotta da chiazze di sangue scuro.Le mie mani sottili tremavano scosse da tremiti ininterrotti.
Le mie labbra avevano il sapore delle viole,e lacrime di ferro scivolavano lentamente sul mio pallido viso.
Gia allora la follia mi avvolgeva nelle sue braccia voluttuose,incantandomi con effimere promesse,nella tenue luce del dolce Crepuscolo.
Ero una bambina.Un'innocente bambina seduta accanto al tronco di una quercia rugosa,con un enorme fiocco di velluto scarlatto che mi cingeva il cuore.
Una piccola bambola di zucchero,macchiata dal vermiglio del mio sangue,giaceva nel mio grembo,e attendeva insieme a me il nostro demone angelico,che ci avrebbe sussurrato tenere filastrocche per farci sognare incanti dorati.
E finalmente arrivasti.
Mi riempisti di morbidi baci,accarezzasti con tiepido languore le mie gote di fine porcellana.
Il mio corpo deforme e spezzato si apriva per te,come un fiore notturno,sbocciato di fronte al pallido splendore di un raggio di luna.
Tu eri un angelo,forse un demone invisibile venuto a tormentarmi,forse una fantasma di un macabro passato,eppure riuscivi lo stesso ad amare questa bambina dalle fattezze di buiscuits,riuscivi lo stesso ad abbracciare la crudele bambola di porcellana.
Eri il mio amore,il mio unico amico che mi faceva compagnia in quegl'anni di decadente solitudine.
Ogni giorno,al calar del sole,celati dalle ombre del vespro,
vagavamo insieme nel tepore della notte,nei luoghi che gli esseri umani trovano troppo orridi e ripugnanti per frequentare.
Ogni giorno mi donavi ghirlande di orchidee,gioielli rubati e balocchi segreti,colmando il mio animo con dolci parole d'amore.
Spaventavi i miei nemici,li torturavi con scherzi malvagi e demoniaci,ed io ridevo di fronte alla loro sofferenza,ridevo nel osservare il loro dolore.
Mi divertivo a spaventare le altre persone.
Indossavo abiti sporchi e laceri,nel capo intrecciavo una corona di foglie morte e putride.
Bisbigliavo i loro piu oscuri segreti,leggendo negli angoli piu reconditi del loro animo.
Eppure tu mi amavi.
Mi chiamavi principessa,mia "Piccola Orchidea"e mi insegnavi la danza del volo.
Giocavamo insiemo,in un mondo segreto,dove le bambole di pezza camminavano insieme a biscotti mordicchiati,in cielo volavano angeli di gesso dalle ali spezzate,ed in terra in casette fatte di pandispagna e di marzapane abitavano piccoli giocattoli deformi.
Fiori di cartapesta,volteggiavano nel loro giardino invisibile,e gridavano agonizzante sofferenza,mentre i loro cuori venivano scuarciati da pungiglioni accuminati,e il loro sangue si spargeva nel terreno dorato,fino a formare un fiume scarlatto,dove i bambini di burro,si divertivano a sguazzare.
Ed io insieme al mio principe,ero principessa di questo mondo distorto,deforme e un po folle,incoronata regina con una corona di fiori e di spine,e con una mantella di stoffa azzurra,decorata dalle ali e dai corpi putridi e morti di libellulle e di piccole farfalle.
Ora pero non ci sei piu.
Mi hai abbondanato lasciando il mio corpo delicato ad avvizzire e ad imputridire,in balia dei morsi dei famelici insetti,che mi divorano,che consumano lentamente la mia carne di porcellana,succhiano il mio sange,e si godondo a pieno la loro crudele vendetta.
Mai piu Lacrime...Mai piu dolore...Mai piu sogni di miele illusione...
Mai piu amore per la triste bambola di porcellana,ma solo parole di purpurea solitudine.
Lacrime nere,mischiate a sangue vermiglio,si posano sulla mia bocca rosata,come fiocchi di neve sulla tetra e fredda pietra di una lapide senza nome.
Parole stregate da : juditte delle 16:33
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lunedì, 03 settembre 2007
Vorrei averti vicino a me,mio piccolo amore.
Io piango.La mia anima spezzata riversa sangue scarlatto,e intanto vomito chiodi di dolore.
Sono bambola.Sono fatta di buiscuits e di stoffa.
Eppure posso lo stesso soffrire.
Posso frantumarmi in tanti piccoli cocci,ognuno che grida il tuo nome.Ti prego ritorna da me.Abbracciami.Consolami.
Bacia le mie calde lacrime,premi le tue tenere labbra sui miei pallidi seni.
Sussurrami parole di dolce tenerezza,e dimmi che mi ami.
Farei di tutto per te.Vuoi assaggiare il mio sangue?
Bene,spremero il mio cuore,fino ad inzupparti con il calore voluttuoso della mia morte.
Berrai il mio sangue,da un bicchiere di fine cristallo,e intanto assaggerai il sapore acre e delicato della mia pelle.
Mi strappero i capelli,e li intrecciero fino a formare una piccola ghirlanda.
Darei la vita per te,mio piccolo amore,ma ti prego torna a prendermi e a liberarmi da questa gabbia di decadente solitudine,da questi incubi di mostruosa follia.
Vorrei sentire il tuo alito caldo e soffice,assaggiare il sapore delle tue lacrime amare,percepire la consistenza della tua pelle morbida come seta,a contatto con la mia fredda e gelata.
La mia pelle di triste porcellana.Cosi fine e delicata,che si potrebbe spezzare da un momento all'altro.
Ridotta in mille frantumi,che si spandono nel mondo,come petali di rosa trasportati dal vento.
Posso annusare i tuoi capelli?Sono piu soffici del velluto,vaporosi e profumati,cosi diversi dai miei riccioli bianchi,ruvidi ed opachi.
Vorrei posare le mie dita sulle tue guancie,percorrere il contorno della tua bocca,accarezzare al ritmo dei baci,il tuo corpo cosi caldo,cosi pieno di vita.
Sono senza colore.Sono bianca,bianca come la neve,candida ed eterea come un sogno disperso nella nebbia.Cosi fragile,che posso essere dispersa da un alito di vento.
Ami lo stesso la morta bambola di porcellana?
Desideri lo stesso la deforme bambina spezzata?
Se mi amerai,io ti donero il mio cuore,avvolto in un fiocco di bianco velluto,e decorato con le ali di farfalle scarlatte.
Ti prego accoglimi nelle tue braccia,ed insegnami a volare.
Costruiro delle ali.Fatte di stoffa e di latta.
Unite col sangue del mio cuore,e legate da corde ricavate dai miei capelli.Insegnami a vivere,quella vita che non ho mai vissuto.
Riempimi d'amore,e succhia via queste fredde lacrime che oscurano il mio viso di tenera porcellana.
Fammi sorridere,con la passione dei tuoi baci.
Spazza via dal mio corpo l'oscurita e le tenebre che mi avvolgono,
e regalami innocenti risate di musicale divertimnto.
Anche se sono solo una bambola,anche se sono una creatura deforme.Amami lo stesso,donami un alito immortale.
Non merito forse anch'io un pezzetto di felicita,al quale mi aggrapperei con spasmodica tenacia?
Lottero per te,saro pronta a
sanguinare e a sfregiare la mia anima,e custodiro gelosamente ogni singolo istante trascorso insieme,come una lucciula sperduta racchiusa nel gradevole tepore del palmo della mia mano.
Lottero con tutte le mie forze,fino a gridare al mondo intero,
fino a far udire a tutti il suono della mia voce.Perche anch'io merito d'essere amata.
"Anch'io sono una persona speciale"
Parole stregate da : juditte delle 12:40
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sabato, 01 settembre 2007
Sono ferita.Ferita da pungiglioni invisibili.
Piccole ali di farfalla,infilzate nel mio animo,con spilli accuminati
bagnati dal mio sangue.
Li sento penetrare lentamente,mentre una dolce agonia mi fa sprofondare in un limbo di incoscienza.
Uno ad uno nella carne.Uno ad uno,mi lacerano la pelle di bianca porcellana,mi graffiano i tessuti immortali,mi perforano i sintetici occhi di vetro turchino,che rotolano via come globi di luce stantia.
Le mie urla silenziose spezzano le pareti,e io voglio soltanto ritornare nel mio mondo deforme,ove posso essere cullata dalle folli risate dei miei piccoli amici,che si divertono a schernirmi.
Il mio sangue si sparge sulla dura e fredda pietra,le mie gambe giacciono scomposte in una posa innaturale,mentre muoio lentamente,troppo esuasta anche per gemere o implorare pieta.
Neanche la Dolce Signora,si intenerisce alla vista della bambola spezzata,troppo diversa dagli splendidi angeli che popolano il suo bellissimo mondo.Troppo distante dall'assoluta perfezione di quegl'angeli irridenti.Solo i miei amici,storpi come me,mi fanno compagnia,nell'inferno della sofferenza nel quale sono precipitata.
I miei giocattoli.Vecchi giocattoli tristemente abbandonati,troppo brutti per interessare un qualsiasi bambino.Troppo ripugnanti per essere abbracciati o coccolati.Giocattoli di tutte le epoche,di legno e di stoffa,abbigliati in sudicie e logore vesti.
I miei piccoli principi e principesse,che vivono in un immaginario palazzo reale,dove danzano all'inquitante litania di parole senza senso,per compiacere il re e la regina.Una regina ornata da una corona di spine,e seduta su un trono di quercia spezzato.La mia bambola.La mia deforme bambola di porcallana.La signora Lemmy Lee,regina assoluta della corte dei mostri.
Le manca un braccio.Brutalmente strappato dal resto del suo corpo.Forse un bimbo crudele si è divertito a torturarla.
Indossando i panni di un folle chirurgo,ha operato su di lei il suo agghiacciante esperimento.Forse anche Lemmy Lee voleva piangere.Desiderava urlare,ribellarsi,ma non poteva,dato che un sadico scultore l'aveva costretta ad un eterno sorriso,
perennemente dipinto sul suo candido volto.
Eppure io la ho accolta.Incurante del suo viso sfregiato,incurante del suo corpo mutilato.L'ho accolta nella mia famiglia di mostri.
Le ho donato un'enorme reggia in miniatura,l'ho incoronata regina,
e abbiamo sorseggiato insieme,del the da frammenti di cocci.
Eppure ora lei non mi aiuta.Giace insensibile alle mie urla di acuta sofferenza.Immutabile,statuaria,seduta compostamente nel suo confortevole giaciglio.
Anche il pagliaccio triste mi osserva ridendo.
Ride della mia agonia.Si fa beffa dei miei gemiti di dolore.
Calde lacrime mi accarezzano le guancie.
Cosa vi ho fatto per meritarmi la vostra ingrata indifferenza?
Ti ho forse maltratto,orrido,piccolo amico?
Non ti ho forse donato la vita,legando il mio cuore ai tuoi organi di stoffa,uniti per sempre da un fiocco di rosso velluto?
Un nodo indelebile,che ci marchia come uguali.
Legati eternamente dal filo del destino.
Non vi basta?Non è sufficiente per ottenere il vostro amore,oh stupidi,inermi giocattoli?Non mi odiate intensamente,nello stesso modo in cui io vo ho amato?
Ora pero non vi amo piu.Vorrei distruggere i vostri volti derisori.
Fracassare le vostre espressioni sorridenti,e ridere al suono
dei cocci che cadono,mentre sguazzo nel vostro sangue scarlatto.
E costruiro con la polvere dei miei capelli,ali di seta,ali di pietra,che mi faranno volare nello scuro cielo cobalto,liberando il mio animo da quest'impotente corpo,consumato dai morsi dei famelici insetti,che mi divorano le carni,e mi lacerano il cuore.
E intanto attendo distesa,consolata dal suono del mio stesso pianto.Il tempo trascorre.Un petalo di rosa cade avvizzito.
Un grillo inizia a sussurrarmi dolcemente una tenebrosa melodia.
Le pallide foglie ingiallite,volteggiano sospinte dal vento.
E il tempo passa,impolverando il mio corpo da una fitta coltre di nebbia.Giaccio dimenticata,immobile come i miei vuoti giocattoli.
Il tempo si dischiude di fronte ai miei occhi,come le ali di una farfalla appena uscita dal suo bocciolo di crisalide.
I ricordi mi assalgono,superando la barriera della follia,ed io ritorno a rivivere quei giorni in cui ero una principessa.
Una figlia benvoluta dei superbi angeli del cielo.
Ricordo il gradevole tepore della mia antica casa,i latrati dei cani,
il vociare delle donne...E quasi posso percepire la consistenza del velluto a contatto con la mia pelle geleata.O il profumo di fresco,di pulito,rischiarato dall'abbagliante luce del sole.
Voglio raccontare la mia storia.Voglio rivivere quei ricordi,seppur narrandoli a deformi bambole di pezza e a giocattoli di latta.
La mia storia.La mia vera storia.
E chissa,forse anche le formiche,o gli scarafaggi mi ascolteranno e verranno cullati dal suono delle mie parole.
Parole stregate da : juditte delle 12:35
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venerdì, 31 agosto 2007

Io sono la bambina che non esiste.
La bambola distrutta,che non puo piu vedere,che non potra mai parlare.
Giacevo ranicchiata nelle tenebre della mia prigione,quando sento un rapido battito d'ali.Non sono piu sola.
Una piccola farfalla è volata nel palmo della mia mano.Una farfalla scarlatta,cosi piena di vita,eppure cosi vicina alla morte.
Cosi bisognosa di protezione,ignara del suo tragico destino.
Non poteva sopravivere nel mondo.Le sue ali erano spezzate.
Le tue ali sono spezzate.Storpie per sempre.
Forse se starai come me,io ti proteggero inerte creatura.
Nel palmo della mia mano starai calda e sicura,protetta dalle ombre e dalle tenebre che ci vengono a tormentare...
Saremo felici io e te,dolce farfallina?
Vorresti essere la mia compagna?La compagna di una figlia del silenzio,la sorella di una bambola sfregiata?
Che coppia esilarante costituiremmo.
Come riderebbero gli altri nel vederci.
La sudicia bambina che si crede una piccola principessa,e la farfalla colorata che non è piu in grado di volare.
Ma saremmo insieme.Io e te,due anime gemelle,faccie opposte di una stessa medaglia.Nulla importera se il mio bianco abito sara liso e sporco,nulla importera se i mie piedini saranno freddi e gelidi.Danzeremo insieme.Danzeremo e voleremo nel tepore della notte,fino a raggiungere il candido oblio...Danzeremo all'ossessiva melodia di un orchestra di violini,illuminate dalla pallida luce di una luna che non c'è.
Danzeremo,danzeremo al suono invisibile del sangue che cade,
al ritmo incessante delle compiaciute risate che mi lacerano le orecchie.Risate che ci scherniscono,che umiliano la farfalla spezzata e la bambina che non puo parlare.
Tu storpio,piccolo animaletto che sei destinato a morire,e a diventare cibo per gli insetti.Tu inerme creatura,racchiusa in un palmo di un bambola morta.Eppure ti proteggero.Perche ti amo.
Ti custodirò tra le pieghe del mio animo,ti nasconderò sotto la mia fredda pelle.Cuciro il mio cuore al tuo,cosicche saremo insieme per sempre.Percepiro il battito del tuo cuore sopra il mio,l'incessante fluire del sangue che attraversa i nostri tessuti...
Sarai al sicuro con me...Le mie manine ti protegeranno e ti doneranno dolce tepore.Verrai accarezzata dai miei soffici boccoli argentati,e con la mia boccuccia rosata ti donero un'alito di vita.
Un'alito immortale...
Eppure tu sei morta.Sei morta,avvizzita lentamente.
I tuoi gemiti lamentosi sono cessati,la tua dolce agonia è finita,
e a me non rimane che versare un fiume di lacrime e gridare parole che non verranno mai udite.
Forse il vento,avendo pieta di noi,piccola creatura,potra trasportare le mie parole,e comporre cosi una macabra melodia funebre...La fara viaggiare in giro per il mondo,mentre io intrappolata qui,in questo corpo di bambola spezzata,non posso che osservare impotente il vento che mi abbandona,e gemere urla silenziose.
Piango.Piango lacrime amare.
Lacrime invisibili.Lacrime che scorrono solitarie nel mio animo spezzato.Lacrime leggere come rugiada,pesanti come pietra,
che trafiggono la mia pelle,scuarciono il mio cuore,e mi lasciano
sanguinante,distesa ad aspettare la dolce morte,che mai mi accogliera tra le sue braccia voluttuose.
La morte,che mi incanta come il volo della farfalla,che sussurra il mio nome,promettendo di liberarmi da quelle catene che mi impediscono di essere libera.
Dolci fredde catene.Catene che non riusciro mai a spezzare.
Catene che mi imprigionano per sempre in un'angusta gabbia dorata...Catene di ferro ed acciaio,tenute insieme dal sangue colato del mio cuore.Ma non ha importanza.Nulla lo ha,in questo posto gelido,privo di vita,ove il battito di un ciglio puo durare per un eternita.
La ballerina ha smesso di danzare.La piccola farfalla è morta.
Avvizzita,consumata dall'inesorabile fuoco del tempo.
La mia amica.La mia unica amica,che ora è tra le braccia della dolce signora,intenta a volteggiare con i bellissimi angeli,in un paradiso senza nome.
Anche lei mi ha abbandonato.Mi ha abbandonato per sempre,rimasta viva solo nel flusso dei miei ricordi.Dei ricordi che continuano a tormentarmi,di quei ricordi che mi investono come un mare infuocato,trascinandomi sempre piu giu,nell'oscura profondita dell'abisso della mia mente.
Di lei non rimane altro che un guscio vuoto,secco,futuro pasto di altri piccoli insetti.Anch'io vengo divorata viva.
Posso percepire i morsi famelici ed insaziabili dei piccoli insetti con i loro dentini accuminati che lacerano il mio cuore,che straziano il mio animo e massacrano la mia pelle di fine porcellana...
Sono una bambola.Una bambola in pezzi,che giace inerme preda della sua follia...Preda di ricordi senza nome...
Parole stregate da : juditte delle 14:26
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Sussurri di Bambola
Labbra di velluto,dipinte da una goccia di sangue scarlatto.
Occhi di vetro,che rotolano via come globi di luce stantia.
Pelle di bianca porcellana,lacerata in mille frantumi,che ora si spandono nel mondo,come petali di rosa trasportati dal vento.
Ali di pietra,cucite con chiodi deformi al mio animo spezzato.
Sono Bambola,fatta di buiscuits e di stoffa.
Eppure posso ancora soffrire,e posso piangere lacrime invisibili,aspettando il mio dolce Angelo Tenebroso.
Il mio oscuro amore,che mi liberera da questa gabbia dorata.
Perche anch'io merito d'essere amata.
"Anch'io sono una persona speciale"
Bimba incantata
Danzero eternamente in un giardino senza tempo,suonando vecchi violini di cartapesta,accompagnata da soffuse melodie tenebrose.
Mi dipingero sul volto una maschera di vellutto scarlatto.
Indossero un abito di tenera porcellana,cucito col sangue del mio cuore,in un sogno senza nome.
Danzero,al suono incessante della pioggia che cade,osservata da bambole di pezza e di latta,che si divertono a sbeffeggiarmi,e a vomitare chiodi di dolore.
Ma lasciatemi libera di sognare.Lasciatemi Libera di danzare come gli spiriti immortali.
Lasciatemi cullare,dall'abbraccio del dolce Crepuscolo,che mi pervade di malinconico languore.
Lasciatemi gridare lacrime invisibili,e Lasciatemi smarrire,nei miei sogni di incantata follia.
Calendario
I libri che mi fanno sognare
Anne Rice(Cronache dei Vampiri)
Laurell Hamilton(Anita Blaka)
Stephenie Meyer(Twilight)
Robert Jordan(Ruota del tempo)
Terry Goodkind(Spada della Verita)
Marion.Z.Bradley(ciclo di Avalon)
M.Z.Bradley(Saga di Darkover)
D.Gabaldon(Saga della Straniera)
Mary Renault(Il ragazzo Persiano)
Kathlenn Woodiwiss(Romanzi Rosa)
Melodie del Cuore
Il dolce frusciare dei Violini
Il malinconico suono del piano
La dolorosa melodia dei Carillon
Il ritmo tichettante della pioggia che cade
One Last Wish(Casper)
Evanescence
Fabrizio de Andre
Amo
Sognare
Leggere
Scrivere
Lo stile Gothic
I vestiti Dark/Emo
I cavalli(specialmente i pezzati)
Viaggiare
Il paganesimo
Ascoltare musica classica
I carillon
Le bambole
Le Twilighters del forum
La mia famiglia
Mio papa,il miogliore amico che abbia mai avuto
Mia mamma,la piu speciale di tutte le mamme
La Dolce Oscurita
La solitudine
Le creature della notte
I vampiri
Lestat e Edward Cullen
Il mio amore tenebroso
Cullarmi nel mio magico mondo incantato....
Odio
Le persone che mi fanno soffrire
Gli angeli deformi che mi vengono a tormentare
I chiodi accuminati conficcati nel mio cuore
I tristi ricordi di un oscuro passato
Le farfalle scarlatte che volano libere nel cielo stellato
Il principe Azzurro che ha abbandonato la sua Cenerentola
Le bambole che ridono schernendo il mio nome
E le folli risate di bimbi senza volto
Sogni nel cassetto
"C'è chi nasce per sognare,e chi per essere sognato.Io sono nata per sognare,e tu per essere il mio sogno più bello e irrealizzabile"..
Parole nel Vento
"Sorridi,perche piu triste di un sorriso triste,c'è la tristezza di non saper sorridere"
"Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare,e correre il rischio di vivere i propri sogni"
"Siamo un branco di sognatori,per questo siamo invincibili"
"Chi non ha mai sofferto nella propria vita,o è fortunato o è tremendamente solo"
"Se iniziare una storia è come sognare
......Ti prego.....
Addormentati qua vicino a me"
"I ricordi tengono unito ciò che il destino ha diviso"
"Ognuno di noi ha un paio di ali.Ma solo chi sogna impara a volare"
"Siamo angeli con una sola ala,possiamo volare soltanto abbracciati"
"Amami quando non me lo merito,perchè è il momento in cui ne ho più bisogno."
"Quando piangi,guarda il cielo,perchè non c'è nessuno su questa terra che meriti le tue lacrime"
"Il vampiro che voleva essere buono,che andava in giro a salvare la gente,per non sentirsi un mostro"
Visioni




Voci da Altrove